Non è indifferente per la salute della voce praticare o non praticare uno sport e, nel praticarlo, scegliere quale.

Alcune attività infatti facilitano un buon utilizzo dell’apparato vocale, altre invece lo affaticano, con il rischio di diminuire la resa della performance.

Senza demonizzare specifiche attività, che se esercitate con prudenza sono solo benefiche, partirò da una considerazione di ordine generale, per poi entrare nello specifico.

Per esercitare una forza con le braccia o con le gambe occorre che il tronco si faccia fulcro della leva. Per fare ciò è necessaria una sua fissazione che è ottenibile soltanto a polmoni pieni e glottide serrata. In questa condizione le parti mobili, rappresentate dalla testa e dalla mandibola, devono anch’esse venire stabilizzate, affinché, pencolando non “giochino contro” l’applicazione della forza.

La laringe è uno stabilizzatore posturale

Nonostante si pensi alle corde vocali correlandole sempre al solo fenomeno della voce, esse, coadiuvate dalle false corde e dai muscoli del cingolo scapolo-omerale e dalle leve mandibolari, svolgono un’importante funzione di stabilizzazione del tronco.

Se infatti vogliamo spostare un mobile, sollevare un peso, spingere o tirare un pacco pesante, la laringe si chiude dopo un’inspirazione profonda rimanendo serrata per tutto il tempo nel quale l’attività viene svolta, mentre la testa viene stabilizzata sulle spalle e la mandibola al basicranio.

E’ un’azione spontanea, utile e finalizzata allo scopo ma rappresenta un grande dispendio di energia per il sistema muscolare glottico, che coopera, mantenendo le corde a contatto forzato, nel rendere il torace fulcro della leva esercitata dalla braccia.

Anche da sdraiati flettere le cosce sull’addome, mantenendo i glutei a terra, necessita di una chiusura laringea, così come sollevare il tronco a gambe aderenti al pavimento.

Rischi da palestra

In palestra situazioni che necessitano di stabilizzazione operata dalla glottide in sinergia con la muscolatura posturale ve ne sono molte: utilizzo di pesi, manubrio ed elastici, flessioni del tronco o degli arti ripetute, rinforzo addominale.

Anche sport più dinamici richiedono un intervento deciso laringeo in chiusura. Tra questi tutti quelli che prevedono lanci in movimento: tennis, lancio del disco e del martello, pallavolo, e quelli che prevedono l’apposizioni di colpi a mano nuda o con arma: spada, fioretto, karate.

Praticare a lungo e con costanza queste attività equivale a utilizzare la muscolatura adduttoria glottica in modo massimale e se ne paga il prezzo con perdita di forza del gruppo dei muscoli tiroaritenoidei, affaticamento vocale cronico sino alla fonastenia conclamata.

Anche attività meno violente possono stancare la laringe. Mantenere una posizione antigravitaria a lungo, come avviene per certi asana dello yoga, è nei principianti solitamente accompagnato da adduzione forzata cordale ed esercizi di sollevamento del corpo con l’utilizzo della sbarra presentano, nella fase di sollevamento, spesso contatto serrato.

La corsa veloce e prolungata sul tappeto o per strada è anch’essa affaticante per la voce. Non però per il possibile reclutamento di una funzione di stabilizzazione ma perché correndo si respira rapidamente, così che il sistema muscolare adduttorio non cessa mai del tutto la propria attivazione, rimanendo in uno stato di eccitazione anche nella fase inspiratoria con corde parzialmente avvicinate alla linea mediana.

Cosa fare per non essere obbligatoriamente sedentari?

Un’ottima attività per il vocalista è il nuoto. Tra gli stili il più utile è la rana per la facilitazione che esso esercita nello stimolare la respirazione diaframmatica, con espirazione profonda nella fase propulsiva.

Anche la camminata veloce favorisce una buona coordinazione mantice e laringe (è infatti ben controllabile lo stato di abduzione cordale), così come la bicicletta con sforzo controllato.

Occasionali dovrebbero essere le attività che sia accompagnano a utilizzo della voce urlata, soprattutto se unite al salto o all’utilizzo di bastone.

Gestite con prudenza le attività di palestra, se possibile limitano la chiusura cordale.