Cerco qualcosa di spirituale. Leggere le notizie in questi giorni è terribile.
Poi vedo lui, 12 mesi.
Lui che cerca di mettersi in piedi aggrappandosi a ogni sostegno. Meraviglioso nostro destino di verticalità, forza della natura sfidante la gravità nella conquista di un nuovo orizzonte.
Lui che osserva il nonno mentre con un pulsante accende una piccola luce.
Lui che prova a fare lo stesso. Che sbircia, che riesce. Che impara, che ride.
Lui che, ascoltando la musica sobbalza a ritmo sul tappeto.
Che fa il verso dell’asino, perché ora gli asini li conosce (li ha visti sul libro di figure).
Lui che mi saluta con la mano quando esco dalla porta. Che chiama la mamma. Che si concentra con le labbra a trombetta quando è in difficoltà. Che fallisce ma poi scoppia a ridere.
Spirito che esce da ogni poro, che deborda dalle mani, che guida i piedini, che vince la paura del vuoto, che lo fa ballare, parlare, conoscere e imparare.
Come le gemme di primavera, Spirito verde brillante.
Profondo come il mare con i suoi misteriosi abitanti. Spirito che è qui, che vuole solo essere riconosciuto










