Un uso affaticante della voce nel bambino ha nell’aggravamento frequenziale il primo sintomo percettivo, ma, se all’inizio la voce dimostra solo un calo frequenziale, nel tempo la tendenza a reagire con edema (e aumento della massa cordale!) ai traumi e alla fatica in generale, associata all’immaturità del legamento vocale e alla frequenza di modeste e asintomatiche laringiti intercorrenti[1], induce alla stabilizzazione di quadri infiammatori che possono molto facilmente dare origini a noduli cordali. Questi ultimi, quando si sviluppano, sono a base di impianto larga, comprimibili, almeno nella fase di esordio, ma impegnativi nelle dimensioni. Più tardi, con l’aumento della consistenza, essi rendono impossibile il mantenimento dell’adduzione cordale e destabilizzano l’accollamento tra i bordi liberi. A una brutta voce, gravata da fuga d’aria, si alternano momenti di vera e propria impossibilità fonatoria.



[1] La presenza di patologie adenoidee agisce come un focolaio di infezione cronico, determinando un certo grado di infiammazione subclinica.

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