Esercito la professione a partire da tre aree di ricerca nelle quali mi sono formata.

Area scientifica. Ho ottenuto la laurea in medicina e chirurgia e le specializzazioni in Otorinolaringoiatria e in Foniatria. Sono stata docente alla scuola di specializzazione in Foniatria e al corso di laurea in Logopedia all’Università di Milano. Attualmente sono segretario scientifico con Franco Fussi del corso di alta formazione in Vocologia Artistica all’Università di Bologna. Dirigo la collana Quaderni Fad per l’Editore Franco Angeli di Milano.

Area artistica. Mi sono diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica, Piccolo Teatro di Milano, e formata alla regia seguendo le esperienze svolte in Italia dal Teatro Laboratorio di Wroclaw fondato da J. Grotowski . Sono stata docente di Educazione della voce alla Scuola di Teatro fondata da G. Streheler dal suo esordio per 9 anni e consulente foniatra per la stessa scuola e per la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi.

Area umanistica. Ho praticato lo Yoga sin dalla adolescenza, tenuto corsi di Yoga e sono stata più volte membro della commissione di esame di abilitazione per maestri della stessa disciplina. Ho seguito gli insegnamenti del maestro zen Taisen Deschimaru, praticando la meditazione con i suoi allievi. Ho concluso un percorso  di studi filosofici e teologici presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Ho ottenuto il master in Bibbia e cultura europea, presso l’università Cattolica di Milano.

Nella attività di medico e di docente opero secondo i criteri seguenti.

L’uomo estetico In greco antico si definiva con la parola aestesis ogni forma di sensazione, senza differenziare quella piacevole dalla spiacevole, né attribure al termine significato valoriale. Poiché è proprio del vivente provare sensazioni, la dimensione estetica è la dimensione più primitiva ed essenziale dell’uomo. Il provare sensazioni e attribuirvi un senso, cioè percepire noi stessi, gli altri e le cose intorno a noi, è alla base della coscienza, perché la percezione è  “….quella comunicazione vitale col mondo che ce lo rende presente come luogo familiare della nostra vita” (M. Merleau-Ponty). Solo il venire a contatto, ancor prima della nascita, con sensazioni buone garantisce l’armonia tra il soggetto e il mondo che lo accoglie.   Essere toccati, nutriti, guidati alla interpretazione delle sensazioni corporee, permette al bambino di crescere, aprirsi alle cose  e agli altri, sviluppare le potenzialità di base.  La foniatria e la logopedia possono aiutare i genitori a dare ai piccoli condizioni favorevoli alla crescita individuale, a partire dal massaggio e dall’abbraccio, dall’allattamento e dalla nutrizione, sino all’educazione comunicativa e linguistica. Per le stesse ragioni queste discipline possono favorire nell’adulto la riscoperta del corpo, dei suoi limiti e delle sue capacità, a partire da un itinerario di autopercezione, la cui finalità sia abitare meglio se stessi e il mondo. Continua a leggere

La voce ritrovata Non esiste una bella voce, esiste la nostra voce. Una voce che esprima chi siamo, quali sono i nostri pensieri e le nostre intenzioni, quali le nostre emozioni. La voce è il nostro testimone nel mondo. Naturalmente la voce si può ammalare, il nostro corpo si può ammalare e far ammalare con sé la voce. In ogni caso c’è sempre una strada che si può seguire per ritrovare l’armonia tra ciò che è dentro di noi e la nostra voce: ritornare all’economia, alla fisiologia del suo prodursi. L’essenziale è comprendere che la voce non è un’arma per agire sul mondo ma il suono dei nostri pensieri, il modo più naturale per partecipare all’armonia del cosmo. Continua a leggere

L’arte praticata La distanza tra l’artista e il fruitore dell’arte è concepibile solo in un’ottica di separazione di ruoli che fa torto alla biologica esperienza dell’uomo. Sin da bambini disegniamo, modelliamo, teatralizziamo l’esperienza nel gioco. Da adulti lasciamo questa irrinunciabile espressione della creatività a una ristretta comunità di eletti, a chi la sceglie per mestiere o per necessità. La riscoperta della dimensione artistica, in particolare di quella teatrale, sostiene chi deve educare o riabilitare alla comunicazione, permettendo una sperimentazione su sé delle potenzialità espressive del corpo e della voce.

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