Come lo scorso anno desideriamo far precedere da un nostro scritto l’inizio del corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica

Per prima cosa desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno seguito le precedenti edizioni e, in modo particolare, coloro che hanno affermato nella propria vita professionale di ritenersi “nostri allievi”.

E’ un privilegio essere considerati  referenti in un campo così significativo come la foniatria artistica e a tutti costoro esprimiamo la nostra gratitudine.

Abbiamo, a volte separatamente, spesso insieme, dedicato gran parte del nostro cammino professionale alla didattica e da questo abbiamo tratto, noi per primi, insegnamento.

Preparare le lezioni, esporle e, a maggior ragione, programmare un corso di alta formazione, è uno dei luoghi di apprendimento privilegiati e, come docenti, abbiamo noi più degli altri imparato.

Quest’anno, interrogandoci sul  futuro e, insieme, sul cammino percorso, abbiamo deciso di dare un nuovo indirizzo alla nostra attività e, con essa, al corso stesso: desideriamo focalizzare le nostre energie alla formazione di giovani talenti, privilegiando per questo nella formazione del gruppo i neolaureati e i neodiplomati.

Desideriamo infatti dedicare la didattica 2015/2016 ai logopedisti e ai maestri di canto più giovani, a coloro che si trovano all’inizio del proprio cammino e si affacciano a questo mondo carico di fascino ma gravato da grande responsabilità professionale. Siamo consapevoli della necessità di interazione e reciproco scambio  tra le figure che della voce si occupano e siamo certi che costruirsi basi salde è l’unica garanzia di futura competenza.

La nostra stessa età, lontana dalla pacatezza della vecchiaia ma incline alla riflessione, ci fa ripensare a quando, giovanissimi, ci siamo incontrati, animati dal medesimo spirito, misto di curiosità, reverenza e fascinazione e a quella nostra prima età professionale nella quale, l’uno nell’altro, ha trovato un compagno di avventura e di lavoro.

Spesso nei nostri discorsi, negli anni della maturità, ci siamo paragonati a Peter Pan che, correndo per la Serpentina dei Giardini di Kensington, avvertiva, bruciante sulla schiena, l’impronta lasciata dalle ali del suo passato di bambino-uccello, assetato di conoscenza,  innocente delle disillusioni che la vita celava ma consapevole di essere un diverso.
Così siamo stati noi, entusiasti, precipitosi, ambigui bambini-uccello. Strani medici e timidi artisti.

A questi nuovi bimbi, che ancora non hanno varcato la Serpentina, a loro che stanno per lanciarsi nella Vocologia, dedichiamo la prossima didattica, per lasciare dietro di noi nuovi e giovani talenti che continuino la nostra corsa.

Ciò non significa che escludiamo dalla frequenza colleghi più anziani, ma che, riconoscendone l’esperienza, a loro chiederemo, proprio all’interno del corso stesso, una testimonianza del cammino percorso, nella consapevolezza della professionalità già conquistata.

Silvia Magnani e Franco Fussi

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