il mio lavoro segue anche questo criterio

Non esiste una bella voce, esiste la nostra voce. Una voce che esprima chi siamo, quali sono i nostri pensieri e le nostre intenzioni, quali le nostre emozioni. La voce è il nostro testimone nel mondo. Naturalmente la voce si può ammalare, il nostro corpo si può ammalare e far ammalare con sé la voce. In ogni caso c’è sempre una strada che si può seguire per ritrovare l’armonia tra ciò che è dentro di noi e la nostra voce: ritornare all’economia, alla fisiologia del suo prodursi. L’essenziale è comprendere che la voce non è un’arma per agire sul mondo ma il suono dei nostri pensieri, il modo più naturale per partecipare all’armonia del cosmo. Non a caso l’energia che ci permette la vita è trasportata dall’aria che inspiriamo e la voce non è altro che la medesima aria messa in vibrazione durante l’espirazione. Il nostro apparato vocale non crea nulla, trasforma ciò che era muto in sonoro, in parole e canto.
Il Buddismo tibetano, nel suo misticismo, fornisce un’interpretazione del mondo calzante con questa evidenza. Secondo i tibetani infatti il cosmo è emanazione di una vibrazione primordiale e tutta la realtà, attraversata  come è dall’energia (Prana), è essa stessa reificazione della vibrazione. In questa visione l’atto respiratorio diviene per l’uomo partecipazione all’Energia universale, l’unico modo per i viventi di farsi attraversare dal soffio vitale, di concentrarlo per brevi secondi in sé per poi restituirlo,  muto o di nuovo vibrante. La respirazione, come possibilità di fruizione energetica, e la voce, nel suo essere capace di restituire la vibrazione alla sonorità originaria, divengono la nostra modalità di partecipare all’equilibrio del cosmo.

Da questa interpretazione dei fenomeni biologici della respirazione e della vocalizzazione è possibile derivare alcuni principi guida nel prendersi cura della voce.
– La voce non può identificarsi con l’apparato che la produce. È la risultante, più che di un’azione fisica, di un atto mentale, nella sua componente ideativa, emozionale, volontaria. Per questa ragione essa veicola quanto di più intimo l’individuo ha in sé.
– Essa giunge all’intimità dell’ascoltatore con immediatezza estrema e crea relazione, legame, intimità.
– La voce è poi anche atto estetico, atto di creazione individuale nel quale, sfumando il legame tra suono e realtà biologica dell’individuo (i suoi polmoni, la sua laringe), si ristabilisce un’unione più intima, immediata ed evidente, con la realtà spirituale.
– La voce artistica è anche frutto però di un atto che ha un costo, non solo materiale, in quanto risultato di quel processo di svelamento, di esposizione dell’intimità, che sono correlati essenziali di ogni azione compiuta sul palcoscenico. Non si esaurisce nel risultato acustico cui perviene, ma penetra l’intimità dello spettatore, che a sua volta è obbligato a una ri-creazione dell’atto mentale dell’autore-esecutore, matrice di emozione, ripensamento, nuova conoscenza di sé e del mondo.

Pensare la voce come la trasmissione e la riconversione di un’energia che, avvolgendoci e penetrandoci, ci supera è uno dei modi più semplici per giustificarci la complessa valenza dell’atto vocale e per comprendere come il canto possa, per tutte le culture, essere stato il modo più diretto per esprimere il desiderio, solo umano, di trascendenza (da sé) e di unione (con il cosmo e gli altri uomini). La voce è la trasformazione dell’aria inspirata in energia acustica, la voce è un passaggio di energia dall’universale (aria), attraverso il  particolare (soggetto che inspira), di nuovo all’universale (voce nell’ambiente).
L’evidente del legame  posto dall’atto vocale tra individuo, ambiente, altri individui rende necessario, per la gestione della funzione vocale, un delicato equilibrio tra naturalità e controllo volontario. Qui si giustifica il lavoro clinico. Compito del medico e del logopedista è coniugare nel paziente la spontaneità  della vocalizzazione  alla consapevolezza di come essa si produce e di come sulla sua genesi si può volontariamente influire con un’adegata educazione.

Share on Facebook36Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Share on Google+0Email this to someone