La cura prevede atti di manipolazione finalizzata, che possono divenire atti di maternage esperto. Alcuni di questi atti sono legati all’alimentazione, altri all’igiene fisica; molti invece sono indipendenti dai bisogni elementari del neonato. La madre e il bambino hanno la necessità di toccarsi, guardarsi e ascoltarsi reciprocamente; questa necessità, che è innata, è in parte soddisfatta dalle cure obbligate, ma mai da esse esaurita. Nell’interazione la madre guida il piccolo alla conoscenza di sé e del mondo.

  • Toccandolo lo aiuta a conoscere e lo spinge a toccare a sua volta, esplorando e conoscendo il mondo esterno.
  • Guardandolo ne dirige lo sguardo e lo porta a relazionarsi agli oggetti nello spazio.

In questo influenzamento (che non è mai unidirezionale) si sviluppa, poco alla volta, nel bambino la capacità di capire e di comunicare che gli permetterà di riconoscere, nominare ed evocare.

Durante la giornata, all’interno delle normali attività di maternage, tocchiamo e guardiamo spesso il bambino perché:

  • dal contatto il bambino riceve conforto e rassicurazione
  • durante la manipolazione il viso della mamma è il miglior  indicatore delle emozioni che colorano il loro rapporto
  • la voce della mamma guida nell’interpretazione della comunicazione e il suono del linguaggio può iniziare ad avere significato.
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