Cantare è un’attività pesantissima, se al canto si aggiunge la danza, come accade nel musical,  il professionista artistico può essere tentato più che in altre situazioni di farsi aiutare da farmaci sia per tollerare la fatica sia per aumentare la forza fisica.

Pubblico qualche riflessione in merito

Col termine anabolizzanti si intende di solito quell’insieme di preparati, meglio denominati “steroidi anabolizzanti”,  derivati dal testosterone, l’ormone sessuale maschile.

Gli effetti della assunzione di testosterone sono diversi nei due sessi.

Negli uomini essa produce un artificiale incremento dei livelli di ormone circolante di origine esogena (proveniente dall’esterno), accompagnato da una riduzione della produzione endogena, cioè del testosterone testicolare, con conseguenze che variano in relazione  agli individui ma che si possono dedurre dall’azione che il testosterone ha fisiologicamente nell’individuo sano: mantenimento della libido più che della potenza sessuale, corretta gestione del rapporto massa magra/massa grassa, mantenimento del trofismo dell’osso, del tono dell’umore, della giusta dose di aggressività.

L’uso di anabolizzanti nell’uomo, se da una parte aumenta la resistenza alla fatica,  il trofismo muscolare e dà sensazione di benessere, dall’altra incrementa la frequenza di comportamenti aggressivi, induce una situazione eccitatoria (riducendo l’autocontrollo in scena e nella vita) e, inibendo la produzione di testosterone endogeno, nel tempo può portare a ginecomastia, riduzione della peluria, caduta dei capelli.

Dal punto di vista della attività artistica l’anabolizzante spinge al surmenage, aiuta a sopportare carichi di lavoro eccessivo. In una prima fase, per l’azione diretta sulle fibre muscolari, aumenta la massa del tiroaritenoideo, incrementandone però la rigidità (con difficoltà alla regolazione tonale), in una seconda fase porta a fonastenia per esaurimento.

Nella donna, pur essendo fisiologicamente presenti livelli di testosterone, la sua somministrazione aggiuntiva provoca virilizzazione. I segni più evidenti sono irsutismo, alterazioni del ciclo mestruale, aumento della massa muscolare. Naturalmente se questo può essere auspicabile in una atleta (con effetti collaterali che qui non discuto), in una cantante ha effetti disastrosi: produce cambiamento strutturale delle corde vocali, che diventano più pesanti per l’aumento dimensionale. La conseguenza è uno scurimento della voce, un declassamento, una riduzione della estensione.

Tali effetti sono di solito permanenti.

Per gli effetti sul tono dell’umore indotti dagli anabolizzanti e la sensazione di benessere che essi inducono (il soggetto si sente meglio, più attivo, più in forze), alla loro sospensione segue una fase depressiva nella quale la demotivazione, l’insonnia e la sensazione di perdita di prestanza fisica e mentale inducono alla riassunzione del farmaco.

Il risultato dell’assunzione di steroidi anabolizzanti è spesso l’assuefazione

Anche altre sostanze vengono assunte al fine di migliorare le proprie prestazioni. Si tratta:

di preparati la cui vendita non è soggetta a ricetta medica, contenenti per lo più creatina e aminoacidi ramificati (utili in foniatria ma la cui somministrazione deve essere decisa dal medico in effettivi stati di affaticamento, nel postchirurgico o carenziali) e che vengono invece utilizzati di routine nella speranza di migliorare le performance;

di preparati ricettati, come fans  e cortisonici, utilizzati per curare o prevenire situazioni infiammatorie (spesso causate da prestazioni artistiche che richiedono eccessiva fatica vocale) e betabloccanti, capaci di ridurre la frequenza cardiaca e di agire in questo modo come antiansia e antifatica.

Tali sostanze, se assunte da individui sani, in dosi non controllate, portano a reazioni avverse (ADR: Adverse Drug Reaction). Le più comuni riguardano l’apparato digerente (per effetto gastrolesivo e potenzialmente reflussante dei cortisonici e fans) e l’apparato urinario. I fans, assunti in modo continuativo hanno inoltre effetto riducente le difese immunitarie. I betabloccanti rallentano il movimento, inducono in soggetti predisposti broncospasmo con fame d’aria e sensazione di fatica muscolare.

Anche i Fitoterapici possono essere utilizzati in autoprescrizione  con rischi per la salute. Non va infatti dimenticato che un fitoterapico è un medicinale a tutti gli effetti e che nelle formulazioni non sempre è certo il dosaggio dei principi attivi né la loro sterilità. Il fitoterapico, anche se dire questo in Italia incontra la resistenza delle ditte produttrici, non dovrebbe essere venduto se non indicato dal medico, essendo a tutti gli effetti un farmaco, anche se di natura estrattiva e non sintetica.

Ultima riflessione va riservata alla categoria farmacologica degli antiossidanti, dichiarati in grado di inibire i radicali liberi. L’abuso di queste sostanze, presenti solitamente in preparati vitaminici e integratori alimentari, può alterare i processi fisiologici di detossicosi dell’organismo e lo stesso sistema immunitario.

Occorre ricordare che  i cortisonici, gli anabolizzanti, ma anche la cannabis, la cocaina, l’alcol, oltre a dare effetti collaterali specifici,  eccitano e spengono i segnali di allarme (l’unica vera nostra difesa), sottoponendo a rischio non solo l’apparato vocale ma il soggetto nella sua integrità, inducendolo a sforzi eccessivi sia vocali (edemi da sforzo, emorragie sottomucose, danni al bordo libero cordale), che osteo-muscolari (strappi  e fratture) che cardiaci (infarto, crisi ipertensive e tachicardia parossistica).

Questa la sezione dedicata al Doping dell’Istituto Superiore di Sanità

http://www.iss.it/dopi/

Chi è interessato alla medicalizzazione dello sportivo può scaricare un articolo dedicato all’indirizzo

http://www.iss.it/binary/dopi/cont/La_medicalizzazione_dell_atleta.pdf

Il manuale di formazione per la tutela della salute nelle attività sportive e la prevenzione del doping è scaricabile all’indirizzo

http://www.nodopingcvd.it/wp-content/uploads/2012/11/Manuale_Doping_Completo_web.pdf

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