Esiste una sostanziale differenza tra destabilizzazione mandibolare  e protrusione. Essa non è abbastanza sottolineata dalla terminologia e merita qualche riflessione.   La situazione della mandibola Rispetto al cranio, cioè a quel compatto sistema di ossa che, saldamente unite, vanno a racchiudere e a proteggere l’encefalo, contengono i seni paranasali e danno spazio alle cavità orbitarie e alle cavità […]

Read More →

“Puoi guardarmi, ora che mi hai guardato, e grazia e bellezza in me hai versato” scrive Giovanni della Croce nella sua versione del Cantico dei Cantici, riferendo a Dio ciò che è proprio della madre: guardare con amore il figlio e, distolto lo sguardo da lui, riposarlo sul suo viso scoprendolo degno di essere in vita, […]

Read More →

Molte volte, quando come foniatri raccogliamo l’anamnesi di un bimbo che giunge per una valutazione in ritardo di linguaggio, ci sentiamo dire che il piccolo, magari di due o tre anni, non è stato ancora appoggiato in terapia logopedica perché giudicato “non pronto”.   Quale maturazione stiamo aspettando? Esiste in questa locuzione una convinzione intrinseca: […]

Read More →

Perché una riflessione sulla funzione materna? Non è raro che una donna che partorisca passi da una situazione di protezione mediata da figure istituzionali, come l’ostetrica e il ginecologo, e parentali a una solitudine a due con il neonato. Esiste infatti un vuoto istituzionale tra la nascita e la prima socializzazione del bambino, vuoto spesso […]

Read More →

Nella vita quotidiana utilizziamo il gesto come normale accompagnamento del linguaggio. Indichiamo, illustriamo, puntualizziamo. Usiamo gesti in ogni occasione comunicativa, alcuni dal significato complesso come: – gli iconici, rappresentativi  dell’oggetto (estendendo e divaricando mignolo e pollice, con le altre dita ripiegate, possiamo rappresentare una telefonata alludendo alla cornetta del telefono fisso), – i metaforici (con una mano che […]

Read More →

Desta preoccupazione la facilità con la quale si rimanda la presa in carico di un bimbo portatore di grave o gravissimo disturbo del linguaggio. Più volte mi è capitato infatti di sentire di piccoli che non parlano e magari neppure vocalizzano in modo prosodicamente corretto che vengono rimandati per la presa in carico al raggiungimento del […]

Read More →

In situazioni routinarie il momento del pasto può non essere colto nella sua valenza di apprendimento privilegiato e di conoscenza del mondo e scambiato per un obbligo all’interno delle normali attività di accudimento. Se affrontato in una tale ottica il focus attenzionale non può che essere rivolto  a ciò che il bimbo mangia e a quanto mangia […]

Read More →

Il pianto nel neonato in buona salute è un’emissione vocale molto intensa, di frequenza variabile tra i 350 e i 450 Hz, spesso accompagnata da inspirazione rumorosa e caratterizzata, a volte, da dati percettivi che ne facilitano l’interpretazione, quali: qualità rauca, ingolata, forzata. Esso rappresenta il più potente ed efficace sistema di segnalazione di bisogni. […]

Read More →

Lo svezzamento, con la raggiunta autonomia dal latte materno, è la tappa più importante dell’educazione orale del primo anno di vita.  Fiducia, curiosità, attesa per le proposte del mondo esterno si giocano in poche settimane e il bambino trova nuovi orizzonti alla sua incessante esplorazione.Far accettare il nuovo cibo può però non essere facile, occorre […]

Read More →

Spesso crediamo che l’educazione orale si risolva nell’insegnare ai bambini a masticare i cibi, a separarne le parti commestibili  da quelle non commestibili, a triturare con cura. Oppure pensiamo che il mettere la mano davanti alla bocca  tossendo, l’asciugarsi le labbra prima di bere, l’astenersi da smorfie e boccacce possano bastare. Educare all’oralità è invece […]

Read More →